2026/07/14

RUGBY GIOVANILI/ Tutto O.K. ad Aosta al "CAMP GRIFF 2026".


CAMP GRIFF 2026

Si chiude con successo la quinta edizione del Camp Griffen: 49 partecipanti da 30 società.

Si è conclusa la quinta edizione del Griffen Camp, l'appuntamento estivo organizzato allo Stade Valdôtain Rugby e dedicato alla crescita tecnica e personale dei giovani rugbisti. Due settimane intense di allenamenti, formazione e condivisione che hanno coinvolto 49 ragazzi provenienti da 30 società diverse, confermando il costante sviluppo di un progetto che, anno dopo anno, continua ad attirare atleti da tutta Italia e non solo.

Tra le storie più significative di questa edizione c'è quella di Max Patton, giovane rugbista arrivato da Atlanta (Stati Uniti) per partecipare al camp. Un'esperienza internazionale che ha arricchito il gruppo, favorendo lo scambio culturale e dimostrando ancora una volta la capacità del Camp Griff di superare ogni confine.

Durante le due settimane i partecipanti hanno lavorato sulle competenze tecniche specifiche dei diversi ruoli, affiancando agli allenamenti numerose attività all'aperto, tra cui rafting, tiro con l'arco, uscite ai laghi e momenti di socializzazione, elementi che rappresentano da sempre uno dei punti di forza del progetto.

“Sono davvero molto soddisfatto di questa edizione”, commenta Paul Griffen, ideatore del camp. “Avere 49 ragazzi provenienti da 30 società diverse dimostra che il progetto continua a crescere.

Abbiamo visto tanto entusiasmo, grande voglia di imparare e uno spirito di gruppo straordinario. Oltre al lavoro tecnico, ciò che mi rende più orgoglioso è l'aspetto umano: in queste due settimane sono nate nuove amicizie, i ragazzi hanno imparato a stare insieme e a confrontarsi, anche grazie alla scelta di vivere il camp senza cellulari. È la conferma che questa formula funziona.

I miei ringraziamenti più sentiti vanno personalmente al mio staff e a ogni singolo allenatore che ha dato una mano: sono stati eccezionali. Hanno dimostrato una disponibilità totale verso i ragazzi per qualsiasi necessità, anche di notte, che fosse per accompagnarli in bagno dalle tende o per qualunque altra cosa; l'impatto è stato super positivo.

Un ringraziamento speciale va ovviamente allo Stade Valdôtain Rugby, in particolare al presidente Francesco Fida e alla sua compagna Rossana Aquadro. Ma ci tengo a ringraziare proprio tutti: da Pier il cuoco a tutti i volontari dietro le quinte che preparavano la colazione, il pranzo e la cena, restando sempre a disposizione fin dalle prime ore del mattino per soddisfare ogni bisogno dei ragazzi.

E beh, cinque anni sono andati! Questo era il quinto anno e ogni anno diventa sempre più bello e anche più caldo! Però sono davvero felice e soddisfatto. Ripeto, avere 49 partecipanti da 30 società diverse significa che questa rete si sta allargando, attirando sempre più ragazzi che vogliono venire a lavorare sulle skills, sui ruoli di mischia e sui tre quarti. Anche chi non ricopriva quei ruoli specifici è tornato a casa con un bagaglio più ricco rispetto a quando è arrivato. Questo vale per il lato sportivo, ma soprattutto per quello umano, su cui io punto tantissimo: il lato umano è fondamentale. Anche l'idea di non avere i cellulari li ha costretti a parlare e a riconnettersi verbalmente con persone che non conoscevano. Da qui sono nate tantissime amicizie bellissime.

Questa per me è la conferma che il progetto funziona e ne sono davvero felicissimo.

E l'anno prossimo... sotto con l'anno numero sei. Let's go!”

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