2026/05/25

RUGBYTOTALE & SOCIALE - EVENTO/ Nuovo successo alla Sala Montale per lo spettacolo "Prelievo di Talento".


Il Cancer Center dell’ I.S.T. Ospedale Policlinico San Martino di Genova è pienamente attivo dal 2019 e sovraintende ai principali processi di cura e ricerca che si realizzano in ambito oncologico. Al piano sotterraneo è in funzione anche l’indispensabile ed importantissimo laboratorio prelievi. Da ormai un triennio due infermiere addette a questo particolare settore, nei momenti liberi, si sono impegnate ad organizzare un particolare evento che gradualmente è stato accolto con simpatia e vivo interesse. “PRELIEVO DI TALENTO” è uno spettacolo alternativo portato avanti nell’organizzazione appunto da Alessandra Bozzo e Simona Sdraffa che ha raccolto un sempre piu’ intenso successo teatrale il quale coinvolge sul palco della Sala Montale del Teatro Carlo Felice di Genova, oltre alle stesse due infermiere, un nutrito numero di pazienti che hanno e usufruiscono del servizio altamente professionale del laboratorio. Prelievi del sangue ovviamente e anche pulizie dei port-a-cath, piccoli dispositivi medici impiantati sotto la cute dei pazienti per somministrare anche farmaci chemioterapici e trasfusioni.

Un compito estremamente delicato, e questa iniziativa post ospedaliera vuole unicamente strappare qualche sorriso in piu’ a chi purtroppo deve subire terapie spesso invasive. Sul palco della sala Montale, gremita di spettatori, si sono succeduti i pazienti dell’ambulatorio dimostrando le loro forse inattese esibizioni canore, chi ha presentato poesie ricche di significato e spesso con un chiaro richiamo alle stesse terapie seguite magari per anni. Sul palco si sono potuti apprezzare simpatici gag, balletti, con la particolare partecipazioni di alcuni dottori che operano in questi reparti. Insomma questa replica è stato un nuovo successo accolto con tanta simpatia dal folto pubblico presente nella platea, e soprattutto è salito l’augurio per tutti di andare incontro ad una vita piu’ serena! 

All’evento hanno preso parte anche i componenti dei Lions di Genova Pegli, con il dott. Guglielmo Valenti, che hanno collaborato nella vendita dei ticket per lo stesso spettacolo e con la raccolta stessa dei fondi è stata già acquistata e messa a disposizione del centro oncologico una barella di ultima generazione. All’evento erano presenti anche il dott. Adalberto Ibatici, la dott.ssa Stefania Vecchio, la dott.ssa Almalina Bacigalupo, il dott. Roberto Murialdo, mentre concessioni e aiuti sono giunti dal Direttore Prof. Francesco Grossi, la dott.ssa Stefania Grossi.

(rr)

Ora la parentesi “seria”, inspiegabilmente affidata a me …

(Vi tranquillizzo, nessuna poesia)

Solo poche parole per cercare di spiegarvi perché siamo qui, cosa ci ha spinti a fare qualcosa che molti di noi non hanno mai fatto, né immaginato di fare (e che forse non avrebbero nemmeno dovuto fare).

E, dunque, per dare un motivo al Vostro essere qui e per dirVi grazie.

Ci unisce l’accoglienza: accogliere, da una parte; essere accolti, dall’altra parte.

Tutti noi che a lungo abbiamo sperimentato e sperimentiamo, da questa parte, quell’accoglienza – prima, durante e dopo l’assistenza – sappiamo quale importanza abbiano l’una e l’altra, l’assistenza e l’accoglienza, il prendersi cura ed il curare (che non sono la stessa cosa, ma sono complementari).

E tutti noi abbiamo anche sperimentato la differenza, tra le persone, nel modo di porsi verso chi le accoglie.

C’è chi arriva con il sorriso (magari imponendoselo con fatica), chi con il peso della propria disperazione, chi schiacciato dalla rassegnazione, chi, ancora, con la propria rabbia, verso tutto e verso tutti.

Tutte reazioni profondamente umane, e tutte comprensibili, se si considera cosa conduce lì (cioè qui).

Tutti sentimenti che coinvolgono colui che accoglie e che rischiano di travolgerlo.

E se essere travolti da un sorriso è in qualche modo piacevole, pur non essendo affatto facile ricambiarlo, fare i conti con la disperazione, con la rassegnazione o con la rabbia dell’altro è gesto che richiede profonda umanità.

Una risposta, una difesa potrebbero essere il distacco, la freddezza, la lontananza emotiva.

Nulla, qui, di più lontano dal vero.

Noi possiamo confermare che in particolare, ma non solo, all’ambulatorio prelievi del Cancer Center tutti, ma proprio tutti, ricevono – ad un tempo – la stessa accoglienza ed un’accoglienza sempre diversa, sempre su misura.

Un’accoglienza che è accompagnamento empatico in un percorso terapeutico che diventa partecipato, condiviso.

Un’accoglienza al di là di ogni retorica del “combattimento”.

Una retorica purtroppo non inclusiva, quasi colpevolizzante, rispetto a chi abbia meno forza, o nessuna, come è umano che possa essere.

Qui, da subito, sin dalla prima volta, qualche domanda, una battuta, poi una incredibile “memoria” di te.

Spesso nemmeno ti ricordi di aver parlato di quei fatti, di quelle tue passioni o di quelle tue debolezze, e comunque mai ti saresti immaginato che quel che hai detto nel tempo di un prelievo fosse davvero condiviso (non solo ricordato).

Pensavi fossero chiacchiere di maniera.

Forse perfino, la prima volta, ti sei chiesto perché si interessassero di te (non basta il mio braccio? l’ho portato apposta!) o magari se fingessero di farlo.

Ed ecco, invece, che, spesso già al secondo prelievo, si crea la magia dell’ascolto, dello scambio, dell’empatia

Una magia che esalta la professionalità del ruolo.

Perché quanto siano brave le ragazze possono testimoniarlo le nostre vene; solo il cerotto ci ricorda che sì, il prelievo lo hanno fatto, e ti chiedi come sia stato possibile.

Quanto duri quella magia, quanto e fin dove si espanda nella vita dei pazienti partendo da quei pochi metri quadrati (questi pochi metri quadrati) … be’ … siamo qua, c’è bisogno di altro per spiegarlo?

(PAOLO)

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