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Femminicidio
Tiziana Vinci, Odg Liguria, Assostampa e Commissione Pari Opportunità:
“Giornaliste e giornalisti devono attenersì con rigore alle regole
deontologiche” |
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Il
femminicidio di Tiziana Vinci è avvenuto il 13 agosto del 2025 alla Spezia.
Lunedì 5 ottobre la sentenza di primo grado, con condanna all’ergastolo
dell’ex marito. Purtroppo, ancora una volta, su alcuni organi di informazione la
narrazione ha ignorato il “Codice Deontologico delle Giornaliste e dei
Giornalisti” e le raccomandazioni del “Manifesto di Venezia”, documento per
una corretta informazione a contrasto della violenza sulle donne, recepito
dal Codice medesimo. Leggere titoli in cui viene riportato il pensiero virgolettato
dell’imputato poi condannato (“Ricordo l’ultimo respiro di Tiziana, ho ucciso
la persona che amavo”), ascoltare dichiarazioni relative unicamente al punto
di vista dell’imputato (“è anche quello che ha vissuto per 50 anni in maniera
onesta, ha tirato su sei figli, ha fatto tante cose buone”), significa non
applicare il “Codice Deontologico delle Giornaliste e dei Giornalisti” e le
raccomandazioni del “Manifesto di Venezia”, varato nel 2017 dalla Commissione
Pari Opportunità Fnsi, con il coinvolgimento di CPO Usigrai, GiULiA
Giornaliste, Sindacato Giornalisti Veneto. Tiziana Vinci è
stata uccisa con tre coltellate. Raggiunta nell’abitazione in cui lavorava.
Aveva 54 anni. L’Ordine dei Giornalisti della Liguria, l’Associazione Ligure
dei Giornalisti (Alg), le referenti Commissioni Pari Opportunità dell’Odg
Liguria e dell’Alg, invitano ancora una volta tutte le colleghe e i colleghi
ad attenersi con rigore alle regole deontologiche quando si trattano casi di
femminicidio e violenza contro le donne. E ricordano il dovere di impegnarsi
per una informazione attenta, corretta e consapevole sul fenomeno della
violenza di genere e sulle sue implicazioni, culturali, sociali e giuridiche. |

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