2026/05/06

RUGBYTOTALE & SOCIALE - EVENTO/ Il Rugby Rovato chiude la sua cinquantesima stagione nel segno della memoria, dell’identità e della comunità.

Nell’ultima partita di campionato contro i Lyons Piacenza, la squadra seniores è scesa in campo con una maglia speciale color ocra, replica di quella indossata nella prima storica partita del 1976. Una giornata intensa, costruita attorno all’incontro tra i pionieri del club e i giocatori di oggi.

    (Le due squadre del Rovato

Rovato, 3 maggio 2026 – L’ultima partita della cinquantesima stagione di attività del Rugby Rovato si è trasformata in una giornata destinata a restare nella memoria del club.

Domenica 3 maggio, allo Stadio Giulio e Silvio Pagani di Rovato, la squadra seniores ha affrontato i Lyons Piacenza in un appuntamento che, al di là del risultato sportivo, ha assunto un forte valore simbolico all’interno del percorso celebrativo per i cinquant’anni della società.

    (Amedeo Serina e Marco Galli)

Per l’occasione sono stati coinvolti i giocatori che, nel 1976, scesero in campo nella prima storica partita del Rugby Rovato, disputata sul campo di calcio dell’oratorio di Rovato. I protagonisti di quella prima formazione sono stati invitati allo stadio per un pranzo in Club House e per sostenere insieme la squadra attuale dalle tribune.

                     (Fausto e Flavio Pagani)

Il primo momento significativo della giornata si è svolto attorno a mezzogiorno, nella palestra adiacente al campo. Qui, prima del pranzo, si sono ritrovate una di fronte all’altra due formazioni: da una parte i giocatori del 1976, dall’altra i giocatori della stagione 2026.

     (Fabio Marzetta e Giuseppe Pagani)

Davanti a loro, su un tavolo coperto da due tovaglie rosse e blu a richiamare i colori sociali, il presidente Giuseppe Pagani ha introdotto la cerimonia, richiamando il valore dell’incontro tra generazioni e il percorso compiuto dalla squadra in questa stagione. «Penso sia fantastico avere qui due, forse tre generazioni a confronto: non sono molte le società che possono permettersi una cosa così. Abbiamo chiuso un campionato importante. A inizio stagione ero venuto a trovarvi in spogliatoio e vi avevo chiesto impegno: per voi stessi, per gli allenatori e per la società. Credo che questo impegno ci sia stato. Siamo delusi, certo: ho visto molti di voi arrabbiati, qualcuno anche commosso, perché questa promozione l’avevamo lì e ci è sfuggita. Ma oggi abbiamo una base da cui ripartire. Io ci credo: il Rugby Rovato ha tutto per puntare alla Serie A».

 

Subito dopo, le tovaglie sono state sollevate, svelando 22 maglie color ocra, con numeri neri su riquadro bianco, fedeli repliche della maglia indossata nella prima partita del 1976.

Un applauso spontaneo ha accompagnato la scoperta delle divise, insieme ai primi momenti di evidente commozione tra i giocatori della formazione storica.

A quel punto sono stati chiamati i due capitani: Giancarlo Baroni per il 1976 e Marco Galli per la squadra attuale. Seguendo il rituale della chiamata delle maglie, Baroni ha chiamato il giocatore che cinquant’anni fa indossava quel numero; Galli ha poi chiamato il corrispondente giocatore della formazione attuale.

Ogni pioniere del 1976 ha così consegnato la maglia storica al giocatore che, poche ore dopo, l’avrebbe indossata in campo contro i Lyons Piacenza.

Il passaggio della maglia è diventato il cuore simbolico della giornata: non una semplice divisa speciale, ma un’eredità sportiva consegnata da una generazione all’altra.

Insieme alla maglia, ogni giocatore ha ricevuto anche una busta. A spiegarne il contenuto è stato il consigliere del Rugby Rovato Marco De Carli: all’interno era custodita una frase tratta da un adattamento libero del discorso di San Crispino dell’Enrico V di William Shakespeare.

«Sono 22 frasi che in realtà compongono un discorso più ampio: un discorso che è un impegno, una promessa, una presa di posizione che non ammette zone d’ombra, ambiguità o fraintendimenti. È l’identità che abbiamo visto in voi come squadra e che volevamo restasse come promessa e come impegno per quello che ci aspetta. Come ha detto Beppe, oggi si aggiunge un’altra sfida, un’altra stagione, ma l’obiettivo è chiaro».

In ordine di maglia, dall’1 al 22, i giocatori della formazione seniores hanno poi letto uno dopo l’altro i frammenti ricevuti, trasformandoli in un unico testo corale. La commozione, già presente al momento della scoperta delle maglie, si è fatta ancora più forte: in palestra si sono intrecciati memoria, appartenenza, orgoglio sportivo e responsabilità verso il futuro del club.

Al termine della lettura è stato presentato anche un pannello con il testo integrale, successivamente firmato dai giocatori della stagione 2026, dai protagonisti del 1976, dai dirigenti, dai tecnici, dai volontari e dalle persone che hanno contribuito a questa stagione.

    (Roberto Baresi e Giuseppe Pagani)

Erano presenti anche gli ex presidenti Fulvio Pagani e Flavio Pagani, a testimoniare ulteriormente la continuità storica della società.

Dopo la cerimonia, i giocatori del 1976 sono tornati in Club House per il pranzo insieme a dirigenti e rappresentanti del club, mentre la squadra attuale ha iniziato la preparazione alla partita.

Nelle due ore successive, le prime immagini della cerimonia diffuse sui canali social del Rugby Rovato hanno fatto crescere l’attesa attorno alla gara. Allo stadio hanno cominciato ad arrivare sempre più persone, molte delle quali indossavano maglie del Rugby Rovato appartenenti a stagioni diverse: un colpo d’occhio che ha trasformato le tribune in una sorta di racconto vivente della storia del club.

L’ingresso in campo della squadra, con la maglia color ocra, ha reso visibile a tutti il senso della giornata. Ad accompagnare i giocatori seniores sono stati i bambini delminirugby e del settore giovanile, in un’immagine capace di tenere insieme passato, presente e futuro del Rugby Rovato.

La partita si è conclusa con la vittoria del Rugby Rovato sui Lyons Piacenza per 47 a 22.

Ma il valore della giornata è andato ben oltre il risultato.

Il terzo tempo ha prolungato il clima di festa e appartenenza nato già prima della gara. Tecnici, dirigenti, volontari, giocatori, ex giocatori, famiglie e sostenitori si sono ritrovati insieme in una lunga giornata di primavera fatta di racconti, ricordi, sorrisi, piatti condivisi, brindisi e abbracci.

Una giornata nella quale il Rugby Rovato ha mostrato con forza ciò che il cinquantesimo anniversario vuole raccontare: non soltanto una storia sportiva, ma una comunità viva, costruita nel tempo da persone diverse, generazioni diverse e ruoli diversi, unite dagli stessi colori e dagli stessi valori.

Il viaggio iniziato nel 1976 continua.

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