Secondo
Memorial Achille
È innegabile:
Achille ha lasciato un vuoto incolmabile nei cuori di ciascuno di noi.
Lo si
percepisce in ogni gesto, in ogni oggetto, in ogni parola che lo ricorda, che
lo identifica. Sì, Achille è diventato un mito. Un eroe che non conoscerà
tempo.
Il secondo
memorial, organizzato nel club che per anni lo ha accolto, ha radunato
centinaia di persone. Una giornata vissuta intensamente, dalla mattina fino al
calare del sole. Dietro un evento commemorativo di questa portata, ci sono
giorni di preparazione, sacrifici, dedizione.
C’è il cuore
pulsante di una città intera, che ha dato il suo contributo per rendere tutto
possibile.
Volontari,
giocatori, ex giocatori, allenatori, amici, tutti intorno a Marco, Cinzia,
Ettore e Paola, stretti in un abbraccio sentito colmo di affetto .
Sono le otto e
trenta quando una decina di volontari è già all’opera: montano gazebo,
sistemano chilometriche tavolate, sollevano un grande gazebo esagonale
destinato alla mescita delle bibite.
In un angolo,
Billy ha già installato un potente impianto stereo: due grosse casse troneggiano
su piedistalli metallici, pronte a diffondere musica per tutta la giornata.
La cucina è in
piena fibrillazione. Bidone, il cuoco, è immerso nella preparazione del pranzo,
con la concentrazione di un generale prima della battaglia. Al centro del
piazzale arde un focolare, e una decina di maialetti sono già disposti lungo
una fila di blocchetti, pronti per la cottura lenta e cerimoniale.
Alle dieci,
una quarantina di ragazze e ragazzi di tutte le età si riversano sul campo per
una partita di touch. Risate, strette di mano, battute e scambi di complimenti:
un’ora tra pause, giocate e abbracci spontanei. Poi tocca ai ragazzi. Arrivano
da Cagliari, Sinnai, Capoterra, Sassari, Alghero. Tutti qui per esserci, per
dire “presente”, per onorare il nome di Achille. Scatti fotografici, urla di
gioia, canti, e quell’agonismo sano che non può – e non deve – mancare.
Tutti a
tavola, un centinaio per volta. Il cuore degli sponsor e la forza dell’Olbia
Rugby fanno tutto il resto. Si mangia e si beve spalla a spalla, poi si balla.
Le squadre vengono premiate, e ogni volta che si pronuncia il nome di Achille,
le lacrime scendono senza vergogna.
La serata
continua tra musica, abbracci e danze che sanno di memoria e affetto.
Anche
quest’anno, il nostro piccolo grande eroe è riuscito a riunire tanti cuori.
Cuori che hanno pulsato per lui, per la sua bellezza, per tutto ciò che ci ha
lasciato.
Grazie Achille
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