giovedì 12 giugno 2025

RUGBY SERIE A / La parola a Raffella Vitadello, Presidente del Verona Rugby


La presidente Vittadello a tutto campo: “Il mondiale U20? Un grande orgoglio e un’opportunità per crescere.”

Con la stagione ormai in archivio la presidente del Verona Rugby Raffaella Vittadello ha risposto alle domande dei giornalisti e ha condiviso alcune sue visioni sul presente e il futuro del club.

La stagione finita ancora una volta in semifinale ha lasciato l’amaro in bocca, ma la presidente degli antracite non si dimentica del buon lavoro fatto: «La fine della stagione ha rispecchiato ciò che ci aspettavamo fin dall’inizio: confermarci come una buona squadra e raggiungere i playoff. Questo risultato deve essere nel DNA del Verona Rugby. Certamente sarebbe stato bello coronare questo primo traguardo con una promozione, desiderata fin dall’inizio, ma non è andata così.

La stagione è andata meglio di come era iniziata. Abbiamo avuto delle difficoltà iniziali, poi siamo riusciti a sistemare le cose. Certamente, alcune sconfitte evitabili hanno influenzato il percorso nei playoff: affrontare Paese o Biella sarebbe stato psicologicamente più semplice rispetto a Parabiago, squadra contro cui abbiamo sofferto molto. All’andata  ci avevano davvero messo sotto, come hanno detto gli stessi giocatori, e la storia recente con loro è sempre stata complicata. Due anni fa, il nostro numero 10 argentino si infortunò gravemente in un'amichevole proprio contro Parabiago, rendendo quel campo tradizionalmente difficile per noi».


   (Nella foto la presidente del Verona Rugby Raffaella Vitadello)

Sul sistema dei playoff, la presidente è realista: «Non credo che cambierà qualcosa, il rugby italiano vede la promozione unica in Serie A Elite come un percorso naturale per innalzare la qualità del campionato. È sicuramente duro per una squadra come il Parabiago fare una stagione eccellente senza ottenere alcun riconoscimento concreto. Quando siamo stati promossi noi, le squadre erano due e l'impresa era più semplice. Adesso la situazione è diventata decisamente più competitiva».

La crescita necessaria della mentalità di squadra

Uno degli aspetti su cui si lavora per crescere ulteriormente è la mentalità competitiva del gruppo.

«Ci accusano spesso di essere una squadra rude o grezza, ma io preferisco definirci agonistici, combattivi. Nonostante questo, proprio la combattività effettiva, quella che si esprime con anima e corpo nei momenti decisivi, è ancora il nostro punto debole. Abbiamo provato a lavorarci a inizio anno, poi le priorità sono cambiate, e abbiamo perso di vista questo aspetto fondamentale. Spero che l'anno prossimo ripartiremo proprio da lì».

Per il futuro prossimo, la presidente conferma chiaramente che gli obiettivi non cambiano: «La nostra filosofia rimane puntare ai playoff. Significa anche avere un’annata divertente, che dà soddisfazioni e stimoli a tutto l’ambiente. L’obiettivo finale, chiaramente, è la promozione. La società è pronta sotto ogni aspetto, dai requisiti logistici a quelli organizzativi. Ora dobbiamo soltanto guadagnarci sul campo il diritto di giocare nell’élite».

I mondiali U20, sfide e opportunità

L’organizzazione dei Mondiali Under 20 rappresenta per il club una grande occasione di crescita e la visione della presidente Vittadello abbraccia l’orgoglio di ospitare un evento globale e l’opportunità di crescita delle competenze di tutto il club: «Non è il primo grande evento internazionale che ospitiamo, ma il Mondiale ha certamente una rilevanza speciale. Siamo già a buon punto: ogni persona, dallo staff ai volontari, sa già cosa fare e come farlo. Stiamo curando ogni dettaglio, anche grazie al supporto della federazione. L'unico rammarico riguarda la sovrapposizione con le partite dell'Italia a Calvisano, che limita inevitabilmente la vendita dei biglietti».

Proprio dal punto di vista organizzativo, i Mondiali sono anche un’opportunità formativa unica per il club: «Questo evento rappresenta per il nostro staff giovane una vera e propria maturità organizzativa. La formazione ricevuta, anche grazie ad Alice Bado della Benetton assegnata al nostro territorio, permetterà ai ragazzi di gestire in autonomia eventi futuri di qualsiasi livello».

Riguardo ai giovani talenti, il Verona Rugby continua a puntare fortemente sull’Accademia. «Redondi conferma il suo profilo di atleta under 20 di alta qualità e ci sono altri ragazzi come Diego Franchini, Malik Ouattara e Gioele Boccato sotto osservazione federale. È un risultato che ci riempie d’orgoglio, perché il nostro impegno è formare giovani atleti di qualità fino alla categoria under 20. Veder crescere talenti, anche internazionali, sul nostro campo è una delle maggiori soddisfazioni».

Il DNA internazionale del club e l'importanza della formazione continua

Oltre alla crescita dei giocatori e dei campioni di domani, la presidente Vittadello ha sottolineato l'importanza di continuare a migliorare le pratiche e le competenze dello staff tecnico di tutto il club. "Abbiamo sempre cercato di guardare ai migliori per trovare ispirazione e buoni maestri. Il nostro staff tecnico, dalla prima squadra alle giovanili ha avuto molte volte l'opportunità di accedere a una formazione continua attraverso workshop con ospiti internazionali o viaggi estivi in Nuova Zelanda, per seguire incontri e corsi di formazione nei migliori club al mondo. Due anni fa, con l'ingaggio di Aaron Good, abbiamo deciso di cambiare passo e portare le capacità e l'empatia di chi ha lavorato in contesti internazionali - gli All Blacks U20 - qui al Payanini Center per un'intera stagione rendendosi sempre disponibile ad aiutare e consigliare tutti i nostri allenatori. In questa stagione abbiamo fatto lo stesso con Hugh Reece Edwards, con uno stile diverso. 

Il rugby e Verona

Verona è una città che offre moltissimo dal punto di vista sportivo e non è facile inserirsi mediaticamente, ma il lavoro a lungo termine sul radicamento del rugby in città sta già facendo la differenza:

«Certamente abbiamo fatto passi avanti dal 2018, quando inaugurammo il Payanini Center. Oggi molta più gente, specialmente i giovani, conoscono la struttura e il rugby. Tuttavia, siamo ancora lontani dai livelli di visibilità di basket e volley. Il prossimo obiettivo è intensificare il lavoro della comunicazione per consolidare e moltiplicare i risultati fin qui ottenuti».

In conclusione, Raffella Vittadello chiarisce qual è il suo sogno a lungo termine per il Verona Rugby: «Far crescere ulteriormente il movimento sul territorio, attirando più sponsor e tifosi. La sostenibilità economica e organizzativa è fondamentale. Come imprenditrice voglio lasciare in eredità ai miei figli e alla comunità un club e una struttura sportiva sostenibili e sani. Questo sarebbe il coronamento definitivo di tutto il lavoro svolto finora».

 (Filippo Baldi)              

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