Ho voluto prendermi un po’ di tempo prima
di mettere nero su bianco queste parole. Volevo aspettare la chiusura ufficiale
di questo anno sportivo, far calare l'adrenalina e far respirare il cuore, per
capire davvero la portata di quello che abbiamo fatto.
Se guardo indietro a dove siamo partiti,
quello che abbiamo realizzato non è solo una vittoria sportiva. È un miracolo
di cuore, fango e determinazione.
A inizio anno l’obiettivo era uno solo,
apparentemente impossibile: ricostituire una squadra Senior che, di fatto, non
esisteva più. Alla prima amichevole dei “Grandi” ci siamo ritrovati in cinque.
Cinque. In tanti erano dubbiosi, molti si chiedevano se avesse senso anche solo
iniziare l'anno.
Ma la risposta è arrivata quel giorno
stesso, sul campo. Grazie all’arrivo di tanti amici che, oltre al progetto,
hanno creduto in me, e soprattutto grazie alla voglia, alla fame e al coraggio
dei ragazzi saliti dalle nostre giovanili, quella prima partita l’abbiamo
affrontata a viso aperto e con un carattere immenso. Lì è scoccata la
scintilla.
Giorno dopo giorno, settimana dopo
settimana, mese dopo mese, il nostro percorso si è arricchito. Si sono aggiunte
sempre più persone che in questo gruppo non hanno trovato solo una squadra, ma
una famiglia.
Intendiamoci, non siamo perfetti. Ma
abbiamo saputo trovare il nostro equilibrio perfetto tra l'esperienza dei
veterani e la sfrontatezza dei più giovani. Partita dopo partita, superando
anche sconfitte cocenti che avrebbero potuto abbatterci, abbiamo costruito la
nostra identità. Abbiamo affrontato realtà consolidate, corazzate ben più
strutturate di noi, e averle superate rende questo risultato ancora più
incredibile!
È stato un viaggio pazzesco che resterà
impresso per sempre nel mio cuore. In questo progetto ci ho dedicato tutto me
stesso, l'anima e ogni briciolo di energia.
Insieme a me, ci hanno creduto i ragazzi.
Ragazzi straordinari che ringrazierò per sempre per avermi camminato a fianco
in questo meraviglioso viaggio.
Alla Società, che mi ha sostenuto sempre,
cercando di non farci mancare nulla e credendo nella bontà del progetto fin dal
primo giorno.
A Massimiliano Di Raimondo ,per la presenza, il supporto e il lavoro costante fatto insieme in campo e dietro le quinte.
E infine, le persone per me più
importanti: mia moglie Monica Viscuso e Andrea Ferrara, coloro che mi hanno
letteralmente spinto fin da subito ad accettare questa sfida.
Un grazie immenso a mia moglie, per la
pazienza infinita con cui ha sopportato e supportato ogni singolo giorno di
questo anno intensissimo. E un grazie ad Andrea, che oltre a essere un fratello
per me, è un esempio raro di abnegazione, sacrificio e forza di volontà: grazie
per aver acceso la scintilla iniziale e per l’immenso contributo che hai dato
sul campo.
Senza di voi due, tutto questo non sarebbe
stato possibile.
Il lavoro, chiaramente, non è finito.
Anzi, è appena iniziato. Siamo già sul campo e dietro la scrivania per farci
trovare pronti, per garantire a questo gruppo le migliori condizioni possibili
per affrontare un campionato difficile come la Serie B.
Ma il bello delle sfide è proprio questo:
guardarle negli occhi, affrontarle a viso aperto e dedicare ogni sforzo per
superarle. Non sempre si vince, lo sappiamo, ma l’errore più grande sarebbe
cullarsi sul risultato appena ottenuto o, peggio, restare immobili. E noi non
abbiamo nessuna intenzione di fermarci.
Grazie a chi ci ha sostenuto, grazie a chi
ha spinto in mischia con noi dal primo all'ultimo minuto.
Viva lo sport,
viva il rugby... VIVA IL SAN GREGORIO RUGBY !
(Vincenzo Delfino)






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