Quella
dei Lions Amaranto Livorno è una consolidata realtà nel panorama rugbistico
nazionale. Curiosa la storia che ha determinato la scelta del nome – ‘Lions
Amaranto’ appunto – di questo club, prepotentemente entrato, con i suoi 520
tesserati, nel tessuto sociale del territorio. Il brillante percorso effettuato
nel giro di pochi lustri dai ‘Leoni’ è testimoniato anche dall’ennesima
iniziativa, legata ad una sagra che verrà ospitata nel proprio ampissimo
quartier generale, l’‘Emo Priami’ di via Marx, a Stagno. Lions protagonisti
anche in ben quattro libri e in evidenza, qualche tempo fa, pure a ‘La Domenica
Sportiva’.
SAGRA DEL PANE E POMODORO. Da venerdì 10 a
domenica 12 luglio i Lions Amaranto, con numerosi volontari – tesserati,
simpatizzanti e anche cittadini residenti a Stagno – coinvolti, ospiteranno,
sul ‘Priami’, la ‘Sagra del Pane e Pomodoro’. L’evento è patrocinato dal Comune
di Collesalvetti. Nei tre giorni, ci sarà musica live e si potranno gustare
piatti decisamente gustosi. Lo scopo è quello di restare insieme anche durante
le vacanze estive, prima di tornare in mischia per la stagione agonistica
2026/27. In particolare la sagra verrà allietata dalla musica del Viaggia
Insieme a Me, nella serata del 10, del Resto della Ciurma, Vasco Tribute, nella
serata dell’11, e della Fabio Gatta Band, il 12.
(I Lions Amaranto quando furono ospiti de La Domenica Sportiva)
QUATTRO LIBRI E ‘LA DOMENICA SPORTIVA’. C’è, tra i tanti, un dato che testimonia il dinamismo del club dei ‘Leoni’: ben quattro sono i libri di successo, usciti negli ultimi anni, dedicati al sodalizio: ‘Nel terzo tempo’ del 2018, ‘Un ruggito lungo 20 anni: la storia dei Lions Amaranto’ del 2020, ‘Anatomia di un terzo tempo, il romanzo e la cronaca’ del 2023 e ‘La posta in palio nel terzo tempo’ del 2025. Non solo. Per celebrare degnamente i 25 anni delle proprie attività, 14 tesserati Lions hanno avuto anche l’onore di partecipare, negli studi di Milano, e di intervenire in diretta, il 29 settembre 2024, ad una puntata del celeberrimo programma di Rai2 ‘La Domenica Sportiva’.
LIONS: LA SELEZIONE DELLE QUATTRO
FEDERAZIONI BRITANNICHE. La
prestigiosa selezione internazionale di rugby espressione delle quattro
Federazioni britanniche (quella inglese, quella scozzese, quella gallese e
quella irlandese) è chiamata British and Irish Lions e si è costituita nel
1888. Da allora ha effettuato numerosi tour nell’emisfero sud, in particolare
in Sudafrica, in Australia, in Nuova Zelanda e in Argentina. Si tratta di tour
con partite ufficiali: sono considerati test match gli incontri giocati da
tutti i contendenti. Insomma, i migliori rugbisti d’oltremanica hanno indossato
(stanno indossando o indosseranno) la maglia dei Lions, che come colori sociali
annovera il bianco, il blu, il rosso e il verde, in rappresentanza
rispettivamente di Inghilterra, Scozia, Galles e Irlanda. Il logo dei British
and Irish Lions raduna i simboli delle quattro Federazioni. Nel 1999, a
Livorno, si è posto il (gradevole) problema per i due soci fondatori di una
nuova realtà rugbistica di attribuire un nome significativo alla propria
creatura. I soci fondatori di quel sodalizio – affiliato poi alla FIR nel 2000
– sono Mauro Fraddanni ed Emanuele Bertolini. Il primo ha fin da subito ricoperto
il ruolo di presidente, mentre al secondo (tuttora allenatore delle giovanili e
dirigente addetto agli eventi) è stata demandata la parte più squisitamente
tecnica. È stato Fraddanni a battezzare la società Lions Amaranto. Con Lions si
è scelto di rifarsi alle tradizioni dell’importante formazione britannica, a
una squadra tra le più note dello sport mondiale, ma soprattutto si è preso a
modello un club aperto a tutti quanti (possono diventare protagonisti di tale
selezione atleti di ben quattro nazioni). È, quella dei British and Irish
Lions, una compagine accessibile e non chiusa a priori. Lo stesso spirito che
ha animato, fin dai suoi primi vagiti, la società allestita da Fraddanni e
Bertolini. Non è un caso che, oltre ad una prima squadra – impegnata con buoni
risultati in serie B -, siano attive, in rappresentanza del sodalizio
labronico, formazioni (di buon livello) nelle varie categorie giovanili, oltre
a una compagine Old (quella dei Rinocerotti), a una formazione touch e a una
squadra del tutto speciale (quella delle Pecore Nere) composta da
atleti-detenuti, che effettuano allenamenti e disputano partite all’interno
dell’istituto penitenziario cittadino de ‘Le Sughere’. Per sottolineare la
livornesità del progetto, ad affiancare il nome Lions, si è aggiunto Amaranto,
vocabolo che deriva dal greco e che vuol dire “fiore che non scolorisce mai”.
Il termine Amaranto, ovviamente, richiama da vicino il colore proprio della
città dei Quattro Mori. Nelle prime divise indossate dai giocatori Lions erano
in bella mostra, nel simbolo, quattro colori distinti: oltre all’amaranto
(posizionato sulle maglie all’altezza del cuore), campeggiavano il bianco (a
ricordare il circolo Carli Salviano, dove il progetto è nato), il giallo e il
blu (i colori sociali del CUS Pisa, la polisportiva nella quale a lungo
Fraddanni e Bertolini hanno militato, con ruoli differenti). Da quel lontano
1999 la società labronica ha compiuto passi da gigante, non solo a livello
tecnico. Tra le ‘mete’ più belle ed importanti il successo nel bando promosso
nel 2018 dal comune di Collesalvetti, relativo alla gestione del plesso
sportivo ‘Priami’. Evidentemente è stata giusta l’intuizione di richiamarsi,
nella scelta del nome, ad una delle più blasonate selezioni del pianeta, ad un
fiore che non scolorisce mai e ad un colore splendido, amato da tutti gli
sportivi livornesi.
(Fabio Giorgi)
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