2026/05/23

RUGBY PESARO - EVENTO/ Francesca Sgorbini, PESARESE, candidata MVP del Sei Nazioni femminile


La rugbista pesarese è nel Team of The Championship del torneo

Dalle Formiche Pesaro Rugby al ‘dream team’ del Sei Nazioni Femminile 2026. È la bella storia della pesarese Francesca Sgorbini che, dopo aver mosso i primi passi nel mondo della palla ovale con i colori giallorossi, è approdata nel mondo del rugby professionistico che l’ha portata in Francia, all’ASM Romagnat, a vestire la maglia della Nazionale Italiana femminile, ad essere scelta, come unica italiana, nella formazione ideale del Sei Nazioni 2026 e ad essere candidata al premio di MVP del torneo.


A sostenere Francesca Sgorbini tutto l’ambiente giallorosso pesarese. L’atleta, cresciuta nelle Formiche Rugby Pesaro, rappresenta un esempio di impegno e crescita sportiva, diventando motivo di orgoglio per tutto il movimento rugbistico del territorio.

Ora tifosi e appassionati possono sostenere la candidatura di Francesca, anche online votandola come miglior giocatrice del torneo al seguente link.

«È qualcosa di incredibile – il commento della giocatrice Francesca Sgorbini - È bello ricevere premi a livello personale, ma un grande ringraziamento va alla mia squadra, senza di loro non potrei giocare così. Il rugby è un gioco di squadra, si gioca in quindici e sicuramente l'Italia durante questo Sei Nazioni ha fatto un ottimo lavoro. Questi riconoscimenti sono anche un'iniezione di fiducia in vista degli ultimi appuntamenti di campionato, una spinta in più per finire anche il campionato nel migliore dei modi».

Com’è stato per te questo Sei Nazioni? «È stato un ottimo Sei Nazioni, di transizione un po' per tutte le squadre venendo subito dopo il mondiale. Siamo un gruppo nuovo, che si sta formando, e non ci aspettavamo di trovarci così bene fin da subito, invece il gruppo sta funzionando molto bene, c’è una bella alchimia tra noi giocatrici. Abbiamo avuto un inizio un po' complicato con Francia e Irlanda, poi però siamo riusciti a riprenderci contro la Scozia, contro l'Inghilterra per la prima volta abbiamo trovato il punto di bonus e poi un bel finale in Galles. Come squadra quello che mi ha soddisfatto di più è stato sapere che giocavamo tutte per lo stesso motivo e che ci stavamo divertendo a farlo. Venivamo da un mondiale che è stato duro sia mentalmente che fisicamente, avevamo bisogno di riscattarci e per me questa è stata la miglior cosa che potesse capitarci in questo momento. Personalmente sono contenta di fare quello che mi piace, divertendomi, il più grande premio che potessi ricevere».

Per quanto riguarda il campionato dell’ASM Romagnat, a che punto siete? «Il campionato in Francia non è ancora finito, per ora siamo prime in classifica. Ci giocheremo la partita per il primo o secondo posto contro Tolosa a inizio giugno, dopodiché si decideranno le semifinali. La finale sarà il 28 giugno e noi speriamo di esserci»

Il tuo legame con Pesaro? «A Pesaro devo tanto, ho iniziato a giocare nelle Formiche Pesaro Rugby e quando sono a casa mi alleno sempre nelle strutture della Pesaro Rugby. Sicuramente formare una squadra femminile non è facile, soprattutto in una città come Pesaro che non è conosciuta per il rugby. Stimo le ragazze che provano a formare qualcosa, spero che i successi della Nazionale Italiana e questi riconoscimenti del Sei Nazioni possano spingere alcune bambine a indirizzarsi verso questo sport, che ancora viene visto come uno sport maschile. Mi auguro che questi riconoscimenti aiutino a rendendosi conto che ci sono sempre più ragazze che giocano, e un domani ad avere più iscritte nelle Formiche e nella Rugby Pesaro».

Cosa vorresti dire alla ragazze che si avvicinano a questo sport? «Alle bambine che vorrebbero iniziare dico sempre di buttarsi. Non è uno sport maschile o femminile, è semplicemente uno sport, e se ti piace quello sport non vedo perché non provare. Alle ragazze che hanno iniziato ripeto quello che dice sempre mia mamma: ‘bisogna sempre puntare alla luna, al massimo avrai viaggiato sulle stelle’. Bisogna sempre puntare più in alto possibile, se si da il meglio sicuramente se ne esce soddisfatti».

«Quello ricevuto da Francesca è un riconoscimento importante – aggiunge il presidente della Fiorini Pesaro Rugby, Simone Mattioli - È un’atleta importante, di livello mondiale, e ci fa molto piacere che il suo cammino sia iniziato da Pesaro e dal nostro campo. È un patrimonio pesarese, ma anche della comunità rugbistica nazionale. È un riconoscimento internazionale dei suoi meriti, della serietà con cui affronta il suo impegno da atleta professionista di alto livello. Francesca è uno dei frutti della tradizione rugbistica pesarese e del lavoro del club nel rugby femminile. Diverse ragazze partite da Pesaro si sono espresse a livelli nazionali, tra squadre senior e junior. Dalla centuriona azzurra Lucia Gai a giocatrici agli albori come Corradini, Jelic, Donati e Angeli precedute negli anni Cecilia Ridolfi, Anna Barbanti, Diletta Nicoletti e Debora Ballarini».

Una spinta anche per il futuro: «Non dobbiamo fermarci agli ottimi risultati di queste ragazze, dobbiamo porci l'obiettivo di ricostituire a Pesaro una squadra femminile che possa giocare in campionato – aggiunge Mattioli - Questa è una cosa che ci interessa molto, vorremmo ritornare ai fasti delle Mustang, pensiamo che questa piazza meriti un XV femminile. Anno dopo anno ci stiamo avvicinando, ci stiamo lavorando in maniera certosina. Non ci riusciremo in questa stagione, il nostro obiettivo è la stagione 2027/2028. Le ragazze pesaresi quest'anno si sono espresse nella compagine del Romagna, a cui Pesaro ha dato un contributo importante in termini di quantità e qualità. Inoltre le ragazze stanno riscuotendo bei risultati anche nei tornei di Rugby Seven».

(Tania Stocchi)

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