2018/09/20



Un percorso 'virtuoso', è la stagione 2018-19. Intervista all'head coach Federico Grangetto


La parola d'ordine scelta per il 2018-2019 è: virtù. "Una società 'virtuosa' è quella che lavora bene a 360 gradi: in campo, con un'infrastruttura all'avanguardia e alle spalle con un'organizzazione competente" è questo l'obiettivo del Club come spiega Enzo Dornetti, direttore sportivo di Asr. All’head coach Federico Grangetto, che questa sera presenterà ufficialmente alla stampa, agli sponsor e ai tifosi la rosa della Prima Squadra per la serie A, chiediamo di  presentarci le sue linee guida. 
   “Si può dire archiviata la prima fase del progetto di costruzione del  Made in Asr e ora – spiega Grangetto, che ha appena firmato un nuovo accordo su 2 anni con il Club -  vogliamo dare continuità”. Anche per questo ha costruito attorno a sè un gruppo di lavoro con cui condivide le scelte in un continuo ‘brain storming’.  I primi collaboratori sono i coordinatori tecnici di supporto agli allenatori e di collegamento con head coach e dirigenza (U16-U18 Michele Festa, U14-U12 Andrea Guidugli, Minirugby Massimiliano Scalia), poi tutto lo staff di allenatori ed educatori, lo staff medico e non ultimi i volontari che svolgono il ruolo di ‘team manager’ e dirigenti accompagnatori.
 SERIE A
"Il progetto avviato è nel pieno della sua esecuzione, far crescere i nostri giovani resta il nostro obiettivo a cui affianchiamo un impegno al rafforzamento della rosa" dice Grangetto che, dopo l’opportunità avuta l’anno scorso di testare i giocatori ora vuole cambiare marcia. La società ha investito sui giocatori:  tre professionisti come Simone Rossi,  Patrick Bigoni e Daniele Pallaro daranno equilibrio a una squadra sostanzialmente giovane.  E’ confermata la presenza di Martin “Churro” Magallanes, pilone argentino già inserito felicemente nella famiglia ASR da 2 stagioni. Rientrano Marco Ferrari, terza linea, Alessandro Trentani, centro, e Simone Dal Carro, terza linea/centro. Abbiamo recuperato Nicola Jannone e dopo il master all’estero torna Marco Morisi"E’ una squadra molto interessante” commenta Grangetto.  “Abbiamo tanti giocatori di qualità, fare scelte sarà difficile ma significherà poter valutare anche la professionalità. Vogliamo affermare con forza che la professionalità che fa parte del carattere di un atleta e non riguarda il Campionato in cui si gioca”.
Il gruppo si sta amalgamando, dopo il ritiro i primi test match in vista della prima giornata il 14 ottobre. Sulla presenza in serie A, e nello stesso girone di altre due squadre milanesi, il Parabiago che si riconferma e il Cus Milano neo promosso, Grangetto sottolinea: “Non può che fare bene al rugby lombardo – commenta Grangetto – con il suo ‘bacino’ così interessante di giovani promesse, più squadre ci sono in serie A più si può sperare che i nostri ragazzi non siano meteore ma possano arrivare a giocare nel massimo campionato italiano”.
 CADETTI
"I cadetti hanno vissuto una grande stagione per i biancorossi, da neopromossi si sono portati subito in testa alla classifica. Raggiungere troppo presto l’obiettivo minimo di restare in C1 ha portato l’anno scorso a una piccola flessione nelle performance" ricorda Grangetto. "Il risultato è stato ottimo, terzi classificati dietro corazzate come Rovato e Varese, non avremmo potuto scalare un posto di più ma conoscendo i ragazzi uno per uno sappiamo che non si sono espressi nel toto delle loro potenzialità" aggiunge. Quest’anno la squadra è affidata a Michele Festa e Mauro Corbacella. La grande novità è il modo di lavorare: negli stessi orari e sempre più spesso insieme alla Prima Squadra. L’obiettivo è quello di trovare più omogeneità nel gioco e stimolare la competizione interna. “Questa sera presenteremo la rosa della Prima Squadra ma non è detto che chi è oggi tra i cadetti non possa salire e viceversa”spiega Grangetto. Sarà una sfida per lo staff tecnico ma la riuscita è nella testa e nelle braccia dei ragazzi. A tutti daremo la possibilità di alzare il livello di allenamento e di dimostrare le loro capacità. Questo richiede da parte loro impegno e sacrificio. Le uniche cose che potranno farci cambiare strategia – un punto verrà fatto dopo i primi mesi di lavoro – sarà se la Prima abbassa il suo livello o la seconda squadra non cresce adeguatamente ma siamo convinti che vedremo i cadetti fare un bel balzo in avanti”.
 FEMMINILE
"Il lavoro si sta consolidando - osserva Grangetto - vogliamo dare più respiro al progetto ‘femminile’ iniziando a fare reclutamento anche nelle giovanili".  E’ stata avviata una stretta collaborazione con il Rugby Monza, ma si cercherà di coinvolgere anche squadre minori. L’allenatore Giorgio Pegoraro, chiamato quest’anno nello staff della blasonata squadra brianzola sarà il punto di raccordo di questo tutoraggio che – sotto il coordinamento dell’head coach Claudio VIsentin -coinvolge anche le formazioni di Sondalo, Sondrio, Delebio, Vanzago, Parabiago, Como, e Orio finalizzato al rafforzamento della prima squadra e alla costituzione di una seconda squadra. “Alle ragazze si chiederà di partecipare attivamente allo sviluppo del settore anche attraverso il  reclutamento che vogliamo attivare nelle scuole di zona. E’ un passo da fare al più presto” conclude.  Rientra tra i progetti di sviluppo del Club, un’area nuova affidata a Matteo SamadenRugbyInfanzia e Rugby Run, due progetti dedicati ai più piccoli (2-5 e 6-9 anni) sono i primi prodotti di questa iniziativa di sviluppo.


 MINIRUGBY (dai 4 ai 12 anni)
"Il mini rugby è il nostro fiore all’occhiello, siamo da sempre impegnati nella formazione dei nuovi rugbysti e miglioriamo di anno in anno grazie ai nostri educatori, che hanno profuso tanto impegno e sposato in toto le proposte del Club, sia tecniche che di trasmissione dei valori" spiega Grangetto. "I numeri continuano a crescere e il feedback dalle famiglie è molto positivo". 
 PREJUNIORES (dai 12 ai 15 anni)
"E’ una fascia di età difficile, con tanti cambiamenti fisici e nella maturazione psicologica dei ragazzi. A questo si accompagnano le tante necessità, e diverse, di ogni famiglia. Noi ci proponiamo di accompagnare i ragazzi in questo percorso. Serve un lavoro molto mirato, cerchiamo di essere vicini ai ragazzi, li mettiamo al centro, per riconoscere i diversi bisogni" spiega Grangetto. Ma in questa fascia di età comincia anche il lavoro più propriamente tecnico del rugby. "E’ in questa fascia di età che cominciamo a predisporre le prime schede di valutazione e 'alziamo l'asticella'. Il Superchallange dedicato all'U14 (un campionato di selezione nazionale) da sperimentale è diventato quest’anno una tappa fondamentale, utile per il confronto con altre società. Il gap non è grande anche se Asr comincia qui il lavoro tecnico che altri club avviano un po' prima".  Scelte educative e strategiche che negli anni trovano conferma: "In U13 si lavora per alzare la qualità tecnica e per integrare ragazzi che per il 30/40% arrivano da altri club. Diventare una squadra è un lavoro, non succede da solo. Ma chi si unisce in questa fase al percorso Asr  – lo vediamo dalle statistiche – rimane poi a lungo". E’ così che prosegue la collaborazione con il Rugby Parco Sempione, per mission dedita a diffondere il rugby nella prima fascia d’età fino ai 12 anni. La vicinanza si rafforza grazie al nuovo ‘punto di appoggio’ che la U14, la categoria di raccordo che accoglie i Dragoni che passano alle giovanili, avrà all’Arena“Il passaggio di categoria, un nuovo club, chiedono tutta la nostra attenzione perché i ragazzi vivano nel migliore dei modi questa esperienza. Con un allenamento alla settimana nella ‘casa’ dei Dragoni cerchiamo anche di venire incontro alle esigenze delle e le famiglie” conclude Grangetto.
  GIOVANILI (dai 15 ai 19 anni)
La  U16 è una categoria in cui è facile commettere degli errori. “Non vogliamo commetterli più" dice Grangetto e spiega: “mi sto impegnando personalmente , sul campo, e ho trovato un buon riscontro dai ragazzi. Sono sicuro che il ‘contagio’ ci sarà e vedremo un cambio di marcia" descrive Grangetto.
Per la U18, in cui il ritorno in casa Asr di Gianluca Ragusi come responsabile della categoria è una grossa novità, l’ambizione resta schierare due squadre, una nel campionato Elite e l’altra – che sta affrontando i barrage - nel girone Elite2. “La categoria U18 accoglie tanti ragazzi di altri club che ambiscono a giocare un campionato di livello e noi vogliamo sfidarli a dare il meglio di sé, puntando sia su Elite che Elite 2 gli daremo la possibilità di giocare al più alto livello, perché fermarsi a livello dei gironi ‘regionali’ non consentirebbe loro, siamo convinti, di misurarsi per quello che valgono".
Infine un capitolo ad hoc per la formazione continua degli allenatori. “Dopo il successo degli incontri di psicologia e i clinic con Doussy , cercheremo di fare proposte sempre più coinvolgenti e chiediamo agli allenatori stessi di avanzare proposte su temi o settori che vogliono approfondire. La formazione dev’essere un’esigenza che gli allenatori sentono nascere dentro”. 

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