Con la sua meta quasi allo scadere ha rimesso in carreggiata una partita
che l'Itinera CUS Ad Maiora Rugby 1951 non avrebbe meritato di perdere,
regalando a sé e ai compagni la quinta vittoria in sette partite della seconda
fase di serie A. Giorgio Polla ha festeggiato in questo modo la sua prima
segnatura in categoria. «Sono contento di aver finalizzato l'azione - spiega il
23enne terza linea biancoblù - ma in realtà, essendosi trattato di una meta di
maul, il merito va condiviso con tutta la mischia. Ci siamo conquistati una
touche e sulla rimessa di Martina, Ursache ha controllato il pallone. Abbiamo
tenuto in piedi la maul, dopo che precedentemente avevamo subìto svariati
sacking, e gli avversari ci hanno ingaggiati, mentre prima di allora si erano
spesso tolti. Siamo stati bravi a spingere fino in meta tutti insieme e io ho
schiacciato. È stato bello, perché abbiamo risollevato il risultato, tenendo
duro fino alla fine. Rispetto alla gara d'andata complessivamente siamo stati
poco cinici e abbiamo concretizzato meno di quanto avremmo potuto e dovuto,
essendo stati quasi tutto il tempo nella loro metà campo.
(Giorgio Polla qui contro l'Accademia FIR - ph. Mario Sofia)
Il CUS Perugia, dal
canto suo, ha messo nella partita una notevole aggressività e determinazione. È
stata una partita fisica e, secondo me, alla fine è prevalsa la nostra migliore
tecnica».
A Pian di Massiano l'Itinera ha confermato i progressi fatti vedere
nella seconda parte della stagione. «Abbiamo fatto un grande passo avanti
rispetto alla prima fase - afferma Polla - anche se è pur vero che prima ci
siamo confrontati con compagini più strutturate e con più esperienza della
nostra. Ora stiamo venendo fuori anche perché abbiamo molta più fiducia nel
nostro sistema di gioco». Domenica alle ore 12,30 gli universitari saranno
opposti, al centro sportivo Angelo Albonico, al fanalino di coda Gran Sasso
(arbitro Dario Merli di Jesi, assistenti Vincenzo Smiraldi e Paolo Boni di
Torino). «Se vogliamo, si tratta di un team abbastanza simile al CUS Perugia,
che ci mette il cuore e riesce a essere insidiosa soprattutto nelle fasi di
contatto, nei punti d'incontro, nei placcaggi e, in generale, nelle fasi più
grezze.

(Alessia Gronda e Giulia Bruno del CUS Torino femminile impegnate con le venete del Villorba - ph Mario Sofia )
Gli abruzzesi sono un team da non sottovalutare. Dobbiamo lavorare per far sì, nelle gare più agonistiche, di pareggiare con la grinta e andare sopra con la tecnica. Nelle partite che rimangono ce la metteremo tutta per abituarci sempre più a giocare per vincere, anche nell'ottica della prossima stagione».
Giorgio gioca flanker, ma non è sempre stato questo il suo ruolo. «Ho
iniziato a praticare il rugby a 14 anni al CUS Torino - ricorda - e per poco
tempo ho fatto la prima linea, poi prevalentemente seconda linea e 8, nelle
giovanili. Crescendo ed entrando in prima squadra, per questioni fisiche, sono
diventato terza linea. Ci sono vari aspetti nei quali vorrei migliorare e uno è
quello delle prese al volo. Nei placcaggi vado un po' ad alti e bassi. Nelle
fasi statiche, la touche mi è sempre piaciuta moltissimo e penso di cavarmela.
In mischia, dopo tanti anni, faccio il mio. Con la palla in mano mi sento a mio
agio, anche se non sono uno sfondatore come Ursache. Mi piace più attaccare che
difendere, ma ritengo di essere più utile alla squadra in difesa. Con questa
maglia ho militato in serie C, in B e ora in A.

(Una mischia fra i Bulls e il Cffs Cogoleto - ph Nando Murgia)
Il far parte di una squadra di alto livello è certamente impegnativo, ma mi aiuta molto e mi garantisce una forma mentis che mi agevola nello studio. Frequento il Politecnico e sono al secondo anno della magistrale in Ingegneria Gestionale. Mi mancano ancora cinque esami e, se tutto andrà bene, spero di terminarli entro giugno. Dopo la laurea mi auguro che ci sarà ancora tempo da dedicare al rugby, che vivo come una passione. Ormai per me il CUS Torino è come una famiglia».

(Una mischia fra i Bulls e il Cffs Cogoleto - ph Nando Murgia)
Il far parte di una squadra di alto livello è certamente impegnativo, ma mi aiuta molto e mi garantisce una forma mentis che mi agevola nello studio. Frequento il Politecnico e sono al secondo anno della magistrale in Ingegneria Gestionale. Mi mancano ancora cinque esami e, se tutto andrà bene, spero di terminarli entro giugno. Dopo la laurea mi auguro che ci sarà ancora tempo da dedicare al rugby, che vivo come una passione. Ormai per me il CUS Torino è come una famiglia».
Le ragazze di serie A allenate da Wady Garbet e Davide Notario, dopo la
sconfitta interna a opera dell'Iniziative - Villorba Rugby, domenica alle 15,30
sarà in casa del Monza 1949, già superato all'andata per 12-0 (arbitro Beatrice
Smussi di Brescia). Le brianzole sono quarte e in classifica hanno quattro
lunghezze più delle cussine, che puntano a ripetere il successo, per
agganciarle o sopravanzarle.
I Bulls di Dragos Bavinschi e Francesco Narcisi vengono dal 54-21 sul
campo del Cogoleto & Province dell'Ovest e nella seconda giornata di
ritorno della fase Passaggio riceveranno alle 15,30 il Rivoli (arbitro Nelu
Daniel Romascu di Milano). L'Under 16 Elite di Nicolas Epifani, Roberto
Modonutto e George Reeves alle 12,30 concluderà la sua stagione a Grugliasco
contro il Fiumicello. L'Under 18 territoriale di Luis Otaño, Sergiu Ursache e
Manuel Musso alle 12,30 farà visita alla capolista Biella, per prendersi la
rivincita rispetto alla sconfitta per 24-22 dell'andata. L'Under 14,
protagonista nello scorso fine settimana con Gabriel Cavallaro, Ion Crismaru,
Francesco Imberti, Jacopo Perrone e Andrea Siliano nella Rappresentativa
Regionale di categoria, che a Voiron, in Francia, si è piazzata quarta nel
Torneo Monts et Vallèe, domenica sarà al centro sportivo G. Maini di Colorno
per la quinta tappa del Super Challenge, valida come 7° Trofeo Farnese -
Memorial Paolo Quintavalla. I torelli di Alberto Carbone e Paolo Martina sono
stati inseriti nel girone A, con il Livorno 1931, il Colorno e il Rho e
sfideranno alle 10,20 il Colorno, alle 11 il Rho e alle 11,40 il Livorno
1931. (Roberto Levi – foto di Mario Sofìa)


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